Autore: Pollicino Sognatore
Iozif si annoia.
Nessuna staffa, e nessun piede. Il freddo
è penetrato, ha vinto. La semina del cielo
si disperde sulle scale, scivola fino all’uscio dei topi.
Buonanima raglia ancora, la sua voce è acre,
strascichi rubata alla Terra d’Origine.
Non uscirò mai di qui. Mai. Le pagine,
la tavola a quadri, le scapole, la roccia
mi guardano estranee, come si guarda
al traditore. Al morto che parla. Al topo.
Non esiste nessuno. Gli orpelli della ragione
ancora mi tentano, sirene, della loro laidezza.
E i soldi. I ricatti, le trappole incastrate l’una nell’altra.
Non conosco nessuno. Iozif sbadiglia,e riso è il suo sbadiglio
beffardo. Fuggito, da così tanto tempo, fuori dall'involucro
di pelo. Il vento ha dissipato i ciuffi dell’addio.
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Pubblicato il 07/02/2010 alle 15:03
Categoria: Poesia
Voti: 6
Visualizzazioni: 86
Commenti: 6 |
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Autore: Ada
07-02-2010 alle 18:28
non per nulla pollicino ...
ciao caro amico
qui trovo disincato o ennesima disillusione (sbaglio?).
in ogni caso, ribadisco l'originalità della tua penna che sa dare piacere di lettura e stimoli alla memoria.
ada
Autore: itinera
07-02-2010 alle 19:49
Non c'è pelo a difendere dal freddo il morto che parla, il topo.
Giusto quello sbadiglio è l'ultima difesa dell'amaro.
Autore: Gianluisa
09-02-2010 alle 06:41
Un linguaggio originale il tuo. Un po' che non ti leggevo. Spero a presto leggerti ancora.
Gianluisa
Autore: chiara.dossena
09-02-2010 alle 07:17
Mi hai ricordato il povero Balthazar del film di Bresson...
Versi originali.
Ciao
Chiara
Autore: cliziana
12-02-2010 alle 15:39
buona.
cli.
Autore: Valeria
14-02-2010 alle 19:30
Complimenti!
Letta con piacere.
Valeria