la taverniera mesce

Autore: calamo inchiostrato


e c’è un sole che arriva
piccolo e caldo
sulle dune dell’anima
mentre il corpo slacciato
si assopisce

la taverniera mesce
liquido fulvo
in una tazza blu di terracotta
e l’incavo dei seni denudato
da una traccia di stoffa
debole all’occhio
mostra un anello rosa
di carne ritta al tocco
dello sguardo

sul ripiano legnoso
una mano si arriccia
e la memoria curva
torna al passato
dove ci fu qualcosa
che l’assopì

probabilmente il corpo
divenne ostaggio
di un altro corpo incolto
di impertinenza

e nel calice vuoto
trova una traccia
l’uomo di mare dallo sguardo chiaro
mentre ingolla il suo rhum
disabitando l’essere dal cuore
senza più fretta

e chiede ancora un gotto
per sentire
corpo e mani vicine
all’incoscienza
per risanare all’occhio
a gola intrisa
l’ enigma del linguaggio
che in un gesto fugace
schiva il ricordo

Pubblicato il 06/02/2010 alle 11:45

Categoria: Poesia
Voti: 1
Visualizzazioni: 57
Commenti: 1

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Autore: alex manunta
13-06-2010 alle 14:41

ricordo queste particolari intessiture, fanno tornare alla mente la manualità di certi mestieri ormai scomparsi. vi si evince un certo pudore, un rispetto nell'osservare che non è mia dovuto. molta malinconìa, in un poetare che è proprio a chi ama appassionatamente.

fa ccio un carissimo saluto all'autore, che spero rileggere presto.


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