Autore: Ada
I
Qualcosa non cosa
s’avvolge nell’etere
per divenire
come un cono di zucchero filato
in un giorno di festa
agli occhi di un bambino
che meravigliato attende
Viene da lontano
la sua casa non conosco.
II
…così perdo l’orientamento
se di poco sposto l’orecchio
all’ascolto del vento
e mi sfugge l’inaspettato soffio
giunto fulmineamente
alle porte della pelle
a portarmi sussurri senza volto
perché io possa cercarli.
III
Appoggio il respiro
su un telo di vento
alla fermata delle mie labbra
destinazione non conosco partendo
mi stendo e m'affido sapendo
la sapienza del timoniere
delle sue mappe scritte nell'universo
con la polvere delle stelle
pepite alle pupille
al ritorno.
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Pubblicato il 04/02/2010 alle 13:03
Categoria: Poesia
Voti: 4
Visualizzazioni: 114
Commenti: 4 |
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Autore: Gianluisa
04-02-2010 alle 15:17
Voto III.
Mi sta d'incanto.
Sublime tutta!
Gianluisa
Autore: nerjana
05-02-2010 alle 19:34
Mi piace molto il titolo, una bella idea per unire queste tre poesie che parlano di percezioni, intuizioni speciali.
Voto II !!
Autore: itinera
06-02-2010 alle 19:16
ci torno e ritorno.
Nell'insieme sussurra e soffia come vento, materia tenuta da gesti ampi del sensibile. Mi fa pensare a tre età oppure a tre stadi di maturazione diversi. A consapevolezze progressive.
Che eleganza, Ada, che eleganza!
Autore: chiara.dossena
09-02-2010 alle 07:13
La trovo di una bellezza infinita.
I tuoi versi 'avvolgono' e confortano.
Chiara