La donna, oggi.

Autore: Gianluisa

Nelle epoche passate il ruolo della donna era prevalentemente limitato allo svolgimento di compiti all’interno della famiglia. Negli ultimi decenni è sopravvenuta una serie di cambiamenti radicali per quanto riguarda il suo ruolo all’interno della società. Basti pensare al suo inserimento nei corpi di polizia, nelle forze armate, in posizioni lavorative manageriali, in politica ecc. Ma a questo raggiungimento di ruoli sociali, si sovrappone il fatto che le donne sono comunque tenute a governare la famiglia, molto spesso con bambini o adolescenti e non necessariamente con la presenza di un coniuge che partecipi alle responsabilità che ne derivano. Tale contesto può essere vissuto come molto difficile e a volte insostenibile dalle stesse donne, anche perché non lascia spazi per la loro individualità. La gestione della condizione lavorativa e familiare, pertanto, può creare stress, rifiuto, disagio, conflitto. I disturbi d’ansia generalizzata, come il panico, i cambiamenti repentini dell’umore, claustrofobia, metereopatia, ecc. sono i risultati che più frequentemente si riscontrano e, nelle fasce di età più giovanile, i disturbi alimentari sono quasi costanti (anoressia, bulimia). Sebbene le patologie da stress riguardino entrambi i sessi, le donne, a differenza degli uomini, sono più predisposte psicologicamente a rendersi conto di aver la necessità di un supporto psicologico, parlando delle proprie insicurezze. Nonostante la donna abbia raggiunto una priorità di diritti in ambito sociale, continua ad essere soggetta a forti rischi; ne sono un esempio le situazioni, anche recenti, di violenze subite al di fuori ma soprattutto dentro le famiglie, e anche nell’ambito del lavoro (mobbing). Lo “stalking”, invece, (letteralmente perseguitare) indica quegli atteggiamenti tramite i quali una persona affligge, perseguita un’altra persona con intrusioni, appostamenti, tentativi di comunicazione ripetute e indesiderate, come ad esempio lettere, telefonate, e-mail, sms, tali da provocare nella "vittima" ansia e paura, e da renderle impossibile il normale svolgimento della propria esistenza. Lo stalker può essere un conoscente, un collega, un completo estraneo, oppure, nella maggior parte dei casi, un ex-partner. E spesso, queste situazioni finiscono molto male. Basti leggere i quotidiani. In una società che ogni giorno ti verifica, mettendoti di fronte continue necessità di attuare scelte e prendere decisioni importanti, espone reiteratamente a rischi la figura femminile.
Sarebbe necessario e auspicabile poter esaltare e far rivivere quelle potenti risorse che ogni donna possiede, intrinseche al suo essere una figura femminile, ma che spesso finisce lei stessa per trascurare o dimenticare,
influenzata dai mass media e dai loro messaggi consumistici e irreali.
Naturalmente il mio è un discorso generalizzato, nel senso che conosco donne “in carriera” che reggono benissimo doppi e tripli ruoli ma certamente, anche loro, avvertono la necessità di intervallare le loro molteplici attività con qualche viaggio-vacanza e/o culturale, libere dai soliti impegni pressanti che, a volte, appoggiano esclusivamente sulle loro spalle.

Pubblicato il 07/02/2009 alle 11:15

Categoria: Attualità
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Commenti: 11

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Autore: Julie
07-02-2009 alle 12:23

Ho letto come sempre con interesse.
Qui mi soffermo su un'osservazione da te fatta, forse la meno rilevante contestualmente, ma che mi ha colpito perché la condivido: le donne hanno molto meno timore ad assumersi l'onere delle proprie debolezze. Siamo "pazienti" migliori perché non temiamo di ammettere le nostre nevrosi


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Autore: chiara
07-02-2009 alle 14:28

interessante. oggi seguo Julie, ma avrei fatto la stessa sua osservazione perchè anch'io sono rimasta colpita dalla riproposizione dell'eterno tema della nostra debolezza.


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Autore: le mot imaginaire
07-02-2009 alle 18:33

le tue osservazioni come sempre riescono a dare dei buoni spunti di riflessione, e di certo la donna ha delle grandi responsabilità là dove gli automatismi aggressivi del comportamento sui loro figli prendono il sopravvento, perché paradossalmente più siamo informate e meno riusciamo a fare recepire "qualcosa d'altro" che non sia legato strettamente alla società dei consumi.


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Autore: michael santhers
07-02-2009 alle 19:24

mah!...ve la cantate e suonate da sole, soliti 4/5 nomi..amen..il che dimostra che nessuna voglia di confronto e poi il classico femminile su scie antipatie simpatie dovute a pagliuzze spacciate oro....ma perchè non scrivete mai..su vele,veline e altre pecorine varie e calendari culendari che puntualmente vostre colleghe alimentano,non vi sembra sia il caso di levare tanta ma tante mele marce dal vostro cestello?..la mercificazione e il galliesco cervello lo alimentano vostre colleghe seppur ci sono consumatori uomini ma visto che questi a priori caproni perchè non lavorate sulle vostre coetanee...


Risposta inviata da Ada il 08-02-2009 alle 20:18

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Autore: michael santhers
07-02-2009 alle 19:29

il puttanaio per aver successo da parte delle donne non lo vedete?..non venitemi a dire che sono obbligate...dopo secolo finalmente la parità e che fanno?..gossip,culendari ,vallettopoli,culopoli,n oncerto pr fame ma solo per gloria,naturalmente mai parlate di ciò,il vittimismo rende...una volta c'erano le femministe con le palle ora ci sono femmine a caccia di palle...su diciamocela chiara...amen


Risposta inviata da Ada il 08-02-2009 alle 20:28

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Autore: michael santhers
07-02-2009 alle 19:31

poi non siete in grado almeno qui di sostenere una tesi avversa,l'unica cosa della quale siete3 capaci il vostro vigliacco silenzio...poi parliamoci chiaro se oggi abbiamo tutte queste tecnologie delle quali viservite non è per certo per la vostra scienza...cosa vete inventato?..fatemi un solo esempio...nulla non sapete avvitare un bullone...amen


Risposta inviata da Ada il 08-02-2009 alle 20:19

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Autore: michael santhers
07-02-2009 alle 19:41

non vedo da anni sollevare prote4ste contro la mercificazione delle donne da parte delle donne,volete gli utili dopo il libero arbitrio a comodo vostro....perchè la società guidata da uomini dovrebbe difendere uno stato dove le donne sono consenzienti alla mercificazione e perchè no a una discriminazione di comodo?..voi non siete abituate ad ascoltare voci di dissenso come la mia e siete così arroganti da ritenervi al di sopra delle parti..GiANLUISA NON FARE DEL VITTIMISMO NON CE L'HO con te...ma aggangio lo scritto per dire pensiero avverso...


Risposta inviata da Ada il 08-02-2009 alle 20:25

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Autore: michael santhers
08-02-2009 alle 15:28

non vedo interventi a controvertire ammesso ci sia..l'atteggiamento è..meglio lasciare perdere persone squilibrate ma questo va contro l'umanità cosmica poetica che dovrebbe dispensare consolazioni anche ai persi..la verità..disturbo la vostra digestione pomeridiana salottiera che mente prende pillole per il colesterolo scrive poesie sulla fame nel mondo....amen


Risposta inviata da Ada il 08-02-2009 alle 20:31

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Autore: chiara.dossena
08-02-2009 alle 19:38

Ad eccezione dei primi tre commenti mi sfuggono le sfuriate e i borbottamenti del personaggio Santhers. Anche settimana scorsa si era accanito su di un tuo testo.
Io personalmente lo condivido e lo trovo anche molto ben scritto. Mi dispiace perchè ti so delicata ed esteta anche se forte e certamente sarai infastidita. Al tuo posto scriverei alla redazione .
Buona serata.
Chiara


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Autore: itinera
08-02-2009 alle 20:26

Un pensiero mi è venuto leggendo questo articolo:
questo addossarsi più ruoli non stressa solo le donne.
Per forza di cose, vista l'aggressività che suscita negli uomini (violentatori, stalker e violenti in genere) mi viene il sospetto che destabilizza fortemente anche loro quelli forti!

(Michael non fa eccezione)




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Autore: Valeria
09-02-2009 alle 11:33

E' un'analisi importante la tua.
Io sono meno impegnata e ben organizzata ma il tuo discorso è molto ampio e abbraccia la maggior parte di noi donne. E' vero siamo fragili e forti e sappiamo riconoscerlo.
Ciao
val eria


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