Autore: Valeria
Per capire la " Rosa dei Venti" bisogna conoscerne gli orientamenti.
Ne sono esistite molteplici e ancora oggi ne vengono usate alcune.
Non c'è una unica Rosa dei Venti, non c'è né mai stata una sola
La Rosa dei venti del bacino del Mediterraneo, seguita ancora oggi soprattutto dai marinai, oltre che dalla meteorologia, ha come punto di riferimento la posizione geografica del porto di La Valletta a Malta. Così il vento che proviene idealmente dalla Grecia assume rispetto a tale porto la direzione di N.E. e viene chiamato Greco o Grecale; il vento di S.E. che invece spira dalla Siria viene detto Scirocco ed il vento di S.W. prende il nome di Libeccio dalla Libia.
Analoga spiegazione può essere data per il vento di N.W. detto Maestro o Maestrale, per italianizzazione del termine francese Mistral, che è un vento delle coste provenzali.
Le denominazioni più precise per la Rosa dei Venti seguita nel bacino del Mediterraneo sono:
Tramontana da Nord (0°) - Grecale da Nord Est (45°) - Levante da Est (90°) -
Scirocco da Sud Est (135°) - Ostro o Mezzogiorno da Sud (185°) -
Libeccio da Sud Ovest (225°) - Ponente da Ovest (270°) -
Maestrale da Nord Ovest (315°).
Oltre all'azione degli otto venti principali, i mari e le zone costiere sono interessate,
solitamente nel periodo estivo, dalle brezze che spirano con intensità debole in ore e direzioni determinate.
Le brezze sono provocate dalla diversità di temperatura fra terra e mare, a determinate ore del giorno.
Le brezze marine si distinguono in brezze di mare e di terra.
Di notte ed al mattino si ha una corrente d'aria che dalla costa va al mare (brezza di terra).
La mancanza di questa brezza fa presagire l'avvicinarsi di tempo cattivo da Scirocco, oppure calma di vento nella giornata seguente. Nel primo pomeriggio, invece, si ha la brezza di mare che forma una corrente d'aria che dal mare va alla terra.
Raggiunge l'intensità massima verso le ore 16 per affievolirsi verso il tramonto.
I Venti (dal greco Anemos- Anemoi) furono considerati demoni benefici o malefici dell'aria, ma ritenuti dimorare nel sottosuolo. Per Etruschi, Marsi ed altri popoli italici, si narra di come i venti, il volo degli uccelli, la direzione e la forma dei fulmini, il movimento delle foglie e della sabbia mossi dall'aria, fossero parte della preparazione degli Aruspici.
Ovunque salissero le correnti d'aria dalle spaccature della terra (venti sotterranei),
là erano "ispirate" le Sibille, incaricate della loro interpretazione.
Una importante "Sacerdotessa dei Venti" è ricordata in una iscrizione cretese, mentre nella Grecia classica sono noti i sacerdoti che si occupavano del culto dei venti tramite le pratiche dell'anemoscopìa e della fillomanzia (fillo= foglie).
La trattazione più completa sui Venti che ci è giunta dall'antichità è quella di Plinio, che ne parla nel secondo libro della Naturalis Historia, per quanto si tratti di una spiegazione non perfettamente chiara. In origine ci sarebbero stati solo i quattro venti cardinali: Euro, Noto, Zefiro e Borea.
Successivamente se ne aggiunsero altri fino a dividere lo spazio in dodici settori e più precisamente in base alle albe e tramonti equinoziali e solstiziali, poiché si pensava che i Venti si alzassero in relazione col sorgere e tramontare del Sole, della Luna e delle stelle nelle diverse stagioni.
Generalmente, soprattutto in Grecia, i venti controllati da Eolo e Poseidone, erano rappresentati come uomini alati e dai lunghi capelli, anche se venivano onorate le più miti “aure”, ossia le brezze, come donne bellissime.
Ritrovamenti archeologici accertati a Roma, dimostrano l'esistenza di un tempio alle Tempeste presso Porta Capena, eretto da L. Cornelio Scipione per celebrare una vittoria sui Cartaginesi (dal 259 a.C.).
Più tardi Giulio Cesare eresse un tempio al Vento Circius (Mistral) in Gallia.
Ad Anzio, nel Lazio, fu trovata ai bordi del mare una ara ventorum.
Nei Misteri di Mitra, il culto dei Venti è ugualmente presente anche se si caratterizza in quello per l'elemento Aria.
Il vento è movimento e cambiamento di aria da uno stato all'altro e, nel suo aspetto simbolico di soffio della natura e dello spirito, rappresenta la potenza invasiva che può alterare gli elementi, che attizza il fuoco, che agita le acque e che infrange i limiti della coscienza individuale portando energia spirituale e vitale (si pensi allo Spirito Santo nella religione cristiana che viene rappresentato come "soffio" o "vento") ed incarna il più importante collegamento fra il cielo e la terra.
Da questo punto di vista il vento è come un ponte, un elemento di unione e di stabilità: si manifesta per differenze troppo accentuate nella pressione atmosferica che la natura conduce all'equilibrio.
I cristiani soppiantarono il culto per i Venti con quello dell'arcangelo Michele.
Nella tradizione popolare il vento veniva considerato per la sua intensità e per le sensazioni che faceva sorgere negli esseri viventi. Si racconta che i quattro venti avessero proprietà peculiari e, lo spirare di uno o dell'altro, potesse richiamare a stati d'animo ben precisi:
EST:
L'Est è la direzione dove ogni giorno sorge il sole (Alba), dando luce al mondo, chiarezza, innocenza e calore. Indica l'inizio della vita che nasce e che rinnovandosi nasce nuovamente, dopo il buio, come la primavera dopo l'inverno, è associato alla direzione spirituale della osservazione sulle origini e le cause di tutte le cose. Nella Rosa dei Venti a tradizione
marinara è il vento Levante
SUD:
Il Sud è la direzione ove il sole è al culmine della sua altezza.
Tradizionalmente, aiuterebbe lo sviluppo delle proprie emozioni, come l' amore, la generosità, la lealtà ed il senso di giustizia. Nella Rosa dei Venti di tradizione marinara è il vento Scirocco (che arriva dalla Siria).
OVEST:
L'Ovest è la direzione dalla quale arriva il buio.
E’ la parte dello spazio eletta all' introspezione, allo sguardo interiore dell' uomo. Dalla direzione dell'Ovest, provengono tuoni e fulmini che, secondo molti studiosi antichi, sarebbero le forze che si muovono in senso contrario a quello orario. Tradizionalmente, è da questa parte dello spazio che si impara a riconoscere le creature dell'ombra, le sfaccettature e il modo di operare della propria mente e della psiche, ed anche a trasformarle, attraverso la propria volontà.
NORD:
Il Nord è la dimora dell' inverno, è dove nasce la saggezza, dove risiedono gli insegnamenti ed i doni intellettuali simboleggiati dalle Montagne e dai Laghi Sacri.
Infatti, l'uomo del Nord, è sopravissuto al gelo, alla fame, alle pestilenze, alle inondazioni, ecc. Da queste avversità, l'essere umano ha appreso più facilmente
l'altruismo e l'interdipendenza di tutte le creature.
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Pubblicato il 14/11/2008 alle 07:23
Categoria: Articolo
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Commenti: 3 |
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Autore: Gianluisa
14-11-2008 alle 10:04
Hai fatto bene a seguire il mio suggerimento.
Le ricerche portano sempre a scoprire il nuovo, o ciò che non si sapeva o magari dimenticato.
Bello anche che tu ne abbia tratto alcuni versi che ho letto ieri.
Ciao
Autore: Ada
14-11-2008 alle 17:48
come si dice?
buono a sapersi.
buono buono.
ada
Autore: freelens
14-11-2008 alle 18:14
Un bel trattato!