Haiku hai che?

Autore: pecco

Ho la speranza:
non l'hai rubata, vento
dolce, violento.

Pubblicato il 09/07/2008 alle 11:02

Categoria: Poesia
Voti: 3
Visualizzazioni: 191
Commenti: 12

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Autore: assenzio
10-07-2008 alle 00:09

sei un pessimo elemento. pecco.
mi fai pietà.

quasi batte lo schifo.


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Autore: bonfre
10-07-2008 alle 00:13

eppure credo che pecco abbia un elevato valore terapeutico-----

..ti senti giù? ti senti una merda?
credi che peggio di così non potresti andare?
leggiti Pecco e ti sentirai un leone!


Risposta inviata da alessia il 23-07-2010 alle 17:25
Risposta inviata da alessia il 23-07-2010 alle 17:27

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Autore: alessia
23-07-2010 alle 17:27

Credo che la poesia sia per pochi eletti, quelli che sanno andare oltre le parole, anche quelle semplici, che sanno vedere oltre il vento e il suo rumore, oltre il concetto, ma andando direttamente all'emozione e tu sei uno di quelli.

Gli "altri", a quanto leggo, non possono capire


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Autore: alex manunta
23-07-2010 alle 18:33

non intervengo in difesa di nessuno, si intenda, se non della poesia. Gli altri, comunque, sono liberi di esprimersi come desiderano, la libertà di espressione è uno dei fondamenti della democrazia, e qui siamo su un sito pubblico, dove se si pubblica si è soggetti alle opinioni e alle critiche degli altri. Con Pierfrancesco non ho niente, personalmente nulla in contrario se e quanto pubblica. Una cosa debbo dirla però: ognuno di noi si avvicina alla poesia con propria sensibilità e motivazione. Io lo vedo pubblicare da anni Pierfrancesco, a decine di opere a settimana, manco a dirlo lo leggo quasi sempre, e il più delle volte mi sembrano cose, per quanto permeate di nobili intenzioni, buttate lì... così. Insomma è proprio il caso di dite che spesso ho avuto l'impressione che pubblicasse dei semplici pensierini, quel che cazzo gli passasse per la testa in quel momento. è uno che va dritto per la sua strada, Pierfrancesco, pubblica, pubblica, pubblica e se ne fotte, Che magari è anche giusto e scrosanto, ma non facendo altro non si hanno scambi, riscontri, non si possono ricevere consigli e crescere. Proprio ad amore per la poesia, altrimenti innamorati soltanto di ciò che si scrive. Che poi, onestamente, Pierfrancesco ha scritto anche cose buone, proprio da lì si è capito che qualcosa da dire ce l'abbia sempre avuta, ma quando uno non accetta consigli o critiche, quindi sostanzialmente gli altri, continuerà a scrivere solo per se stesso. E a che serve? alla poesia no di certo. Io credo che se Pierfrancesco si tenesse un pochino di più, nel senso se concentrasse un po' dei suoi frammentari in un'unico pensiero e lo curasse dovutamente, per la dignità dello stesso dovendolo trasportare in poesia, ne gioverebbe la poesia stessa, non in ultimo la sua stessa creatività. Poi c'è da rendersi conto, una volta per tutte, che quando si pubblica, nel momento che lo si fa già non è più un opera nostra, è subito degli altri.


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Autore: alex manunta
23-07-2010 alle 18:35

E gli altri, fino a prova contraria, meritano rispetto. lo stesso che vorremmo ci addebitassero leggendo ciò che scriviamo.


Risposta inviata da alex manunta il 23-07-2010 alle 19:29

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Autore: gocciadisole
23-07-2010 alle 19:18

Tu continua a scrivere, il bello e il brutto non sta di casa a nessuno.


Risposta inviata da alex manunta il 23-07-2010 alle 19:30
Risposta inviata da gocciadisole il 23-07-2010 alle 19:47
Risposta inviata da gocciadisole il 23-07-2010 alle 19:49
Risposta inviata da chiara il 23-07-2010 alle 20:30

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Autore: mescalina
24-07-2010 alle 00:20

ma più odiose delle poesie di pecco sono queste pacche sulle spalle.
il buonismo non ha mai restituito la vista ai ciechi o ridato la vita alla piccola vedetta lombarda. o guarito pecco dal mal di scrivere.


Risposta inviata da pecco il 24-07-2010 alle 00:22

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Autore: pecco
24-07-2010 alle 00:21

Ringrazio Alessia per aver riesumato questa mia. In questo sito io intervengo poco e niente perché una cosa è ricevere critiche, un'altra insulti gratuiti, peraltro dall'amministratore del sito che dovrebbe dare il buon esempio, se non altro, per una questione di civiltà, e qui non si tratta di ipocrisia. Su altri siti sono più attivo, qui mi devo contenere per non rischiare di essere bannato. Dopo la chiusura, nell'ordine, di paroleinfuga, scrivi e apostrofo a me siti come questo servono anche da archivio dei miei scritti (più ne ho, di archivi, meglio è, visto: 1) che gli altri siti - così come questo -, ma anche i miei file possono sparire da un giorno all'altro, 2) come si diceva, la mole del mio work in progress - non a caso sono l'autore con più testi qui sopra, abbastanza inconfondibili, al di là della qualità -) .


Risposta inviata da mescalina il 24-07-2010 alle 00:32
Risposta inviata da pecco il 24-07-2010 alle 00:34

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Autore: alessia
24-07-2010 alle 09:08

Il dibattito sulla poesia e sulle sue forme di espressività artistica è antico e spesso molto soggettivo, legato alle personale interpretazione , al substrato emotivo che si riverbera nel testo, ai gusti e alle antipatie e simpatie letterarie,ma una critica feroce e offensiva va contro il rispetto per un opera che, comunque sia,è degna di rispetto come le molteplici forme di egocentrismo evidenti in questo sito, ma che sono tutte arte, secondo me.
La mole di Pecco è un dono, come quello della Dickinson o di Saffo ( e non sto facendo paragoni ovviamente di forma artistica ma di mole) e non è una nota di demerito.
Poi tutti i gusti sono gusti ma il cattivo gusto ( nel commentare) è uguale per tutti.
Mi spiace vedere intelligenze sprecate nelle offese o nella difesa delle offese che trasformano una critica che potrebbe essere costruttiva e libera di espriemersi nel bene e nel male, come dice Manunta, in una fiera delle offese , come tra le righe dice Manunta e neanche troppo tra le righe Mescalina. Non è degno di un sito che si prefigge l'alto scopo di dare voce a chi ama scrivere, e di questo gli amministratori devono tenere conto, visto che credo sia stato questo il motivo di creazione di questo piccolo salotto intellettuale, che mi auguro rimanga tale e non ci trasformi in una osteria di caciaroni volgari e astiosi.


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Autore: Ada
24-07-2010 alle 13:04

carissimo pecco, sai quanto passione e tempo ed anche un po' di soldi occorrono per la gestione di un sito? credo tu lo sappia. quindi, il minimo che un autore possa fare per la restituzione del piacere che si gode in totale offerta dagli amministratori e curatori di questo sito è, il rispetto e la collaborazione. non mi risulta che l'amministrazione di questo sito (perchè di amministrazione collettiva si tratta) abbia mancato di rispetto a qualcuno e, in caso contrario, potresti dimostraci il come e il quando? piuttosto, tu, ignori completamente il principio di collaborazione che si esercita attraverso lo scambio di opinioni, di commenti ai testi tra autori. questo arricchisce la piazza poetica arricchendoci interiormente. l'amicizia è cosa preziosa e si manifesta attraverso la schietta sincerità. per me ti è più amico, per esempio, l'autore assenzio con il suo linguaggio puro e spuro di ipocrisia che gli adulatori, i quali, non fanno buona cosa nello spronarti a continuare a scrivere brutte cose purchè si scriva. le brutte cose le scriviamo tutti ma è saggio non pubblicarle. sapessi il mio cestino come è grasso di fogli e parole inutili e con questo voglio dirti che, i primi critici di ciò che si scrive siamo noi e sappiamo che non possiamo dare alla lettura i nostri vomiti, i nostri primi rigurgiti da neonati che si presantano. la poesia è una cosa seria, ogni parola deve servire, deve portare dentro di sè un qualcosa che depositandosi ci aiuta a migliorarci anche attraverso il piacere del bello, del senso estetico ed insieme a questo migliorarci, migliorare il mondo. inevitabilmente " La bellezza salverà il mondo". per questo ritengo sia poco serio pubblicare cose di assoluta irrilevanza poetica. alle tue quotidiane pubblicazioni corrispondono pochissime letture il che significa, obbiettivamente parlando, che sono poco seguite e questo dato dovrebbe servire alla riflessione. certo, non solo tua.


Risposta inviata da alex manunta il 30-07-2010 alle 13:22

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Autore: alessia
24-07-2010 alle 16:01

Dall'ultimo commento di Ada deduco che questo allora è un posto in cui non si è completamente liberi di esprimersi, ma che ci si esprime se si riesce a fare bella figura, se si seguono certi canoni estetici, se si segue la "poesia " quella studiata e non è un'agorà in cui democraticamente si può essere se stessi tra cose belle e meno belle, come è la vita del resto.
Mi spiace veramente, perchè anche se io non sono il massimo artisticamente parlando, anzi..., venivo in questo salotto serena , non sentendomi giudicata e felice del confronto ma non è così.
Intelletuale allora qui sta diventando una parola che discrimina gli altri, intolleranti e a quanto vedo schiavi di un estetica a discapito di slancio e di spontaneità; anche qui si conta allora chi legge e quanti sono. Peccato.
Si è persa un'occasione per fare in modo che la cultura e la sensibilità sia di chi ha la sensibilità e l'educazione di andare oltre le parole, perdonare se lo stile non è mai altissimo, "sentire" invece di "leggere".
Io non so Pecco cosa farà, ma per quello che vale ( pochissimo lo so..) lascio voi amministratori degnissimi di tale nome il ruolo di gestire un posto che a quanto pare è per chi è "bravo", non per chi ama le parole e scrive.
Buon proseguimento.


Risposta inviata da Ada il 27-07-2010 alle 12:53

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Autore: Meursault
30-07-2010 alle 13:55

E' il furor calami che mi preoccupa. Pensare ogni giorno: scrivo quindi esisto. La grafomania è una patologia vera e propria.
Andrebbe curata.


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