Oggi alle ore 14.00 Marco Travaglio:

Autore: il Poeta

Oggi alle ore 14.00 Marco Travaglio:
ha inaugurato la rubrica "passaparola", il suo appuntamento settimanale col blog.
Riporto di seguito la trascrizione della diretta video.

"Buongiorno a tutti. Iniziamo questo appuntamento settimanale. Sono un po' inesperto in questa materia e quindi spero che la cosa venga bene, ma verrà meglio nelle prossime settimane. Io vorrei sfogliare con voi i giornali della settimana per mostrare quali sono i problemi che affliggono l'informazione dei quali tutti noi, tutti voi credo, siamo molto preoccupati. Parto da un caso che mi ha coinvolto ma che, in realtà, non è il mio caso: si chiama "caso Schifani" anche se molti l'hanno chiamato "caso Travaglio". Dieci giorni fa sono stato da Fabio Fazio a raccontare alcune cose già presenti in alcuni libri mai querelati e in alcuni articoli querelati da Schifani che però ha perso la causa perché un giudice ha stabilito che tutto quello che aveva scritto di lui l'Espresso era sostanzialmente vero, non c'era alcuna diffamazione. Quella sera, come già mi era capitato sette anni fa quando ero andato a presentare un altro libro nelle stesse identiche condizioni da Daniele Luttazzi, è intervenuta la prima gallina che fa l'uovo, sempre in questi casi, cioè l'allora ministro e ora capogruppo del Popolo della Libertà provvisoria Maurizio Gasparri il quale ha dichiarato che ci sarebbero state delle conseguenze politiche. Per un attimo mi sono domandato "fanno dimettere Schifani?", in realtà volevano far dimettere me da non so cosa e far cacciare tutti i capi possibili e immaginabili della Rai come se io avessi chiesto il permesso o addirittura avessi ricevuto ordini dai capi della Rai, figuriamoci, per dire quelle cose. Mi ha molto colpito il fatto che tra i più solerti a intervenire contro il fatto che avessi raccontato una cosa vera, documentata e già nota, c'è stato il direttore di Rai3 Paolo Ruffini, già noto per aver collaborato alla chiusura del programma di Sabina Guzzanti "Raiot" - anche lì perchè si dicevano troppe cose vere tutte insieme. Ha dichiarato che ho "gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato". Effettivamente era gratis, perché nessuno mi ha pagato per farlo. In realtà, Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di Schifani. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. La Loggia che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle.

E quando afferma che io non posso raccontarle in televisione... diciamo che sta dicendo che non dovrei rinvangare certe storie di famiglia. Della sua famiglia. Si chiama conflitto di interessi, anche se in questo caso Berlusconi non c'entra, ma nessuno l'ha fatto notare. Pazienza! Meglio sapere con chi si ha a che fare, chi parla e chi dirige la rete progressista della Rai; poi ci sono anche le reti dirette dal centrodestra. A quel punto cos'è successo? Nessuno ha chiesto a Schifani conto e ragione di quello che è nei documenti ma, in compenso, hanno cominciato a chiedere conto a me di una serie di cose che peraltro non ho mai fatto. Per esempio, l'ottimo giornalista di "Repubblica" D'Avanzo ha addirittura insinuato in un articolo mellifluo che io mi fossi fatto pagare le vacanze estive del 2002 o del 2003 da un signore che è stato poi condannato per mafia e che io non ho mai visto, né conosciuto, né sentito nominare. Poi, però, ha scritto "chi potrebbe credere a questa cosa?". Forse è il primo caso di un giornalista che nella riga sopra scrive una notizia e in quella sotto "ma nessuno ci crede!". Ma se nessuno ci crede perché la scrivi? Perché non la verifichi? Perché non fai il tuo mestiere? Pazienza, ma questo ha portato a parlare di me e delle mie vacanze invece di parlare delle società e delle consulenze urbanistiche del presidente del Senato. Consulenze urbanistiche che, guarda caso, sono state commissionate a Schifani dal comune di Villabate, uno dei comuni più infiltrati dalla mafia, e proprio da quel Nino Mandalà che proprio quindici-vent'anni prima sedeva nella stessa società di brokeraggio con Schifani e La Loggia. Comune che poi è stato sciolto due volte per mafia, per cui Schifani non ha potuto portare a termine il suo lavoro a proposito del Piano Regolatore che secondo il presidente del Consiglio Comunale di Villabate, Francesco Campanella attualmente in carcere e pentito, Schifani e La Loggia avevano concordato direttamente con il boss. Altra lezione di D'Avanzo: come fai ad accusare della gente di aver avuto rapporti, anche d'affari, [con queste persone] prima della loro incriminazione e della loro condanna? Uno non diventa mafioso il giorno in cui lo condannano per mafia o lo arrestano. Di solito è mafioso fin dalla più tenera età, è difficile la vocazione adulta nella mafia. Ti reclutano da giovane. Chi sta a Palermo e si mette in società con certe persone dovrebbe prima informarsi di chi siano. Chi accetta consulenze da un comune pesantemente infiltrato dalla mafia non può dire "non lo sapevo". Prima di lavorare in certi ambienti devi prendere informazioni, e su Mandalà le informazioni in loco erano piuttosto copiose. I magistrati, quando arrivano, sono sempre gli ultimi a sapere, un po' come i cornuti. Negli ambienti politici - lo diceva già Paolo Borsellino ma anche Giuseppe Aiala nel suo ultimo libro - chi ha certi rapporti lo si viene a sapere ben prima che la magistratura lo possa mettere nero su bianco. Altrimenti oggi dovremmo dire che Al Capone non era un mafioso. Al Capone non è mai stato condannato per mafia ma solo per evasione fiscale. Dovremmo definire Al Capone il "noto evasore fiscale italo-americano", secondo il metodo D'Avanzo. Ma andiamo avanti, non voglio parlare troppo di questo caso ma dei giornali, di come titolano i loro articoli e di quello che scrivono nei loro articoli. Naturalmente, la fonte che D'Avanzo indicava, cioè l'avvocato di questo Aiello che avrebbe detto di avermi pagato le vacanze, ha scritto a D'Avanzo una letterina su Repubblica in cui diceva "io non posso essere la sua fonte perché non l'ho mai sentita ne vista". La risposta di D'Avanzo non è stata "chiedo scusa, mi sono sbagliato, era una balla". Non ce n'è uno che si prenda la responsabilità di aver detto questa balla. Nessuno lo sa. La risposta di D'Avanzo sono due righe, uno vera lezione di giornalismo: "Il ricordo di Michele Aiello - cioè il ricordo che mi aveva pagato le vacanze, che non è vero - è stato raccolto da fonti vicine all'inchiesta". "Fonti vicine all'inchiesta". Tenete presenti queste parole, sono tutte espressioni nuove, neologismi che vengono fuori per l'occasione. "Fonti vicine all'inchiesta". Non si sa chi l'ha detto, sentito, riferito. "Fonti vicine all'inchiesta". Fonti purissime... Il Riformista: "Travaglio si discolpa su Repubblica: 'Ho pagato io quella vacanza'". Il titolo è già interessante: "si discolpa". Ma di che? Io non mi discolpo di niente, non ho fatto niente! Ho raccontato le mie vacanze proprio perché non ho niente da nascondere, mentre a dieci giorni da "Che tempo che fa" l'unico che non ha ancora spiegato è il presidente del Senato. Anche perché spontaneamente non lo farà mai. Ci vorrebbe un giornalista che gli mettesse un microfono sotto il naso e gli facesse la domanda sulla Siculabroker, sul comune di Villabate e sulle sue consulenze. Ma purtroppo non è accaduto. L'unico che gli ha messo sotto il naso il microfono è stato un giornalista del TG1 che, sdraiato carponi, gli ha chiesto: "Presidente, come agevolare il dialogo tra destra e sinistra?". Il presidente, naturalmente, ha risposto che il dialogo è importante. Meglio del dialogo che ha visto in questi giorni: è stato baciato da Anna Finocchiaro con grande trasporto. Non se lo poteva immaginare. Seconda domanda: "Anna Finocchiaro l'ha difesa, è contento?" Fine dell'intervista. Nessuna domanda. Che risponda lui a domande che nessuno gli fa sarebbe abbastanza impensabile, infatti questo è l'unico Paese in cui uno che ha avuto certi rapporti e ha certi particolari biografici può diventare, di fatto, il vicepresidente della Repubblica in quanto seconda carica dello Stato. En passant cito Il Giornale, che invece di parlare di Schifani parla di me in un articolo pieno di balle. A un certo punto c'è scritto che io avrei una rubrica settimanale su Repubblica Torino, ed è vero, in cui rispondo alle lettere "con il vezzo di un autoritratto firmato dal disegnatore Mannelli". Ma come faccio ad avere un autoritratto firmato da un disegnatore che non sono io? Quello si chiama ritratto, l'autoritratto è quello che mi faccio io! Non si sa più nemmeno che parole usare, in certi casi. Si usano parole completamente fasulle. A questo punto che succede? Le nebbie si diradano, si viene a scoprire che anche la storia delle mie vacanze è una balla, nessuno chiede scusa - anzi si scrive "fonti vicine all'inchiesta" - e partono tutte le procedure legali per cercare di tappare la bocca o a chi ha ospitato o a chi ha raccontato questi fatti. Partono le solite authority, i soliti consigli di amministrazioni, le solite commissioni parlamentari di vigilanza. Tutti organismi politici dove ci sono dentro D'Alema, Fassino, Berlusconi, Fini, Mastella, travestiti tramite i loro emissari, che aprono pratiche, minacciano sanzioni, annunciano codici. Addirittura denunciano violazioni che nessuno ha mai commesso perché i codici li conoscono soltanto loro e le regole le conoscono soltanto loro. Io personalmente una regola conosco: verificare se una cosa è vera, accertarmi se sia interessante. Se è vera ed interessante, dirla. L'unica regola che conosco è che non bisogna violare il codice penale. Qualcuno ritiene che l'abbia violato? Lo dimostri in Tribunale. Qualcuno ritiene di avere qualcosa da rispondere? Risponda. Non ho sentito nessuna risposta, solo tante parole al vento. Segnatevi anche questa: contraddittorio. Fabio Fazio è l'intervistatore, io l'intervistato. La cosa accade tutti i sabati e le domeniche sera, si chiama intervista. Prevede che uno faccia le domande e l'altro dia le risposte. In questo caso hanno detto che ci voleva il contraddittorio, una terza persona - non so, la Finocchiaro o Schifani sotto la poltrona - che sbuca fuori per dire di starmi zitto o che sto raccontando balle. Ma questo non è mai avvenuto in nessuna intervista! Tra l'altro al presidente del Senato non mancano i mezzi, basta che faccia un gesto e si ritrova tutte le telecamere ai suoi piedi pronte a riferire qualunque sospiro esca dalla sua bocca. Perfino quando annuncia una lotta solenne e feroce alla mafia, che verrebbe anche meglio se uno non fosse socio dei mafiosi, ma non si può avere tutto dalla vita. La cosa che più mi ha fatto piacere è che questa manovra per screditare chi racconta i fatti non è andata a buon fine: chi riesce a conquistarsi una credibilità col proprio lavoro, con la propria serietà, alla fine ottiene quei famosi riconoscimenti dal basso di cui parlava Enzo Biagi, che sono incompatibili con i riconoscimenti dall'alto. Si deve scegliere: se li vuoi dal basso non li avrai dall'alto, e viceversa. Quindi, svanita la manovra, mi rimangono alcuni messaggi che mi sono appuntato. Uno viene da un mio amico che lavora alla Rai a Londra il quale mi ricordava che, a differenza che nella sua azienda, in Inghilterra quando un giornalista del servizio pubblico, la BBC, viene attaccato succede esattamente il contrario di quanto accade in Italia. Nel 2004 alcuni giornalisti della BBC fecero emergere il dossier Irak, cioè il dossier di bugie organizzate dal governo Blair d'intesa col governo Bush per mentire ai popoli occidentali, raccontare le balle delle armi di distruzione di massa mai trovate e dei rapporti tra Bin Laden e Saddam Hussein che non esistono. Quando andò in onda questo scoop il governo attaccò questi giornalisti. Bene, il presidente e il direttore generale della BBC, servizio pubblico radiotelevisivo pagato con i soldi degli inglesi, anziché prendersela con i giornalisti che li avevano messi in difficoltà con i loro scoop sul governo, si dimisero per difendere i loro cronisti. Da noi avete visto cos'hanno fatto i vertici della Rai, hanno detto che io avevo fatto qualcosa di inqualificabile, evidentemente perché non sono abituati a sentir raccontare la verità mentre quando vedono uno scendiletto che mette il microfono sotto il naso del presidente Schifani per chiedergli come agevolare il dialogo... beh quello gli piace, gli sembra un'intervista vera. Lì non chiedono il contraddittorio e neanche le domande! E' una questione di abitudine. Quando parlano di BBC, se la guardassero almeno un paio di secondi al giorno per capire così un servizio pubblico radiotelevisivo. Altra cosa che mi ha fatto piacere è che molti mi hanno mandato delle citazioni, delle frasi, degli articoli e persino dei detti. Vorrei concludere con un detto catalano che una studentessa di Barcellona in Italia per una borsa di studio mi ha mandato, insieme a uno di Paul Valéry che già conoscevo. Il detto di Paul Valéry è: "c'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi". C'è un altro detto di Paul Valéry: "se non riesci a demolire il ragionamento, cerca almeno di demolire il ragionatore". La stessa cosa avviene quando non riesci a demolire i fatti, che hanno una loro forza intrinseca, cerca almeno di demolire chi li ha raccontati. Infine, il detto catalano, che questa ragazza mi ha segnalato dicendomi che non le viene in mente niente di più preciso per descrivere la situazione che sta vivendo in Italia, la qual cosa la sgomenta parecchio. E con questa vi lascio: "ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo". Ciao, a lunedì prossimo."

d. bl. di Gr.

Pubblicato il 20/05/2008 alle 09:20

Categoria: Attualità
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Commenti: 24

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Autore: Savani
20-05-2008 alle 10:21

che roba è?


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Autore: il Poeta
20-05-2008 alle 15:26

Mantova! Mantova! Mantova! Da domani sera tutti insieme appassionatamente

Scritto da Nando dalla Chiesa
Tuesday 20 May 2008
Ancora addosso a Travaglio, dunque. Chi vuole capire il perché, si legga (nel commento del Poeta al mio post “Viaggiando e Travagliando”) il testo integrale della teleintervista rilasciata da Marco a Beppe Grillo. Da non perdere. Assolutamente da non perdere. Al tempo stesso ancora prove di buonismo e di dialogo ovunque, ma con tutta l’aria di essere figlie della disfatta; solo così si spiega la perdita di ogni bussola e di ogni senso della misura e dell’orgoglio da parte del Piddì e dintorni. E infine, ancora segnali confortanti dall’Italia civile diffusa. Bellissima serata ieri in Val Brembana (Ponteranica) organizzata da un gruppo di giovani impegnati sulla pace e sulla legalità. Amici cari, c’è solo da lavorare (tanto) e da usare il buon senso (tutto quello che si può). Nella sala parrocchiale c’era una bella fetta di elettorato non di sinistra. Ecco, questi -e lo dico a lode degli organizzatori- mi sembrano i successi a cui puntare.


In attesa che tutti puntino a questi successi, vi invito definitivamente a celebrare i successi di Mantova. Mantova, sì, proprio lei. Inizia finalmente domani sera il Mantova Musica Festival. Cinque giorni di musica ovunque e senza spendere un euro.


Risposta inviata da feng il 20-05-2008 alle 20:14

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Autore: assenzio
20-05-2008 alle 16:20

è l'intervento di travaglio al blog di grillo.

questo signore continua imperterrito. manca solo che scriva sulla carta igienica scottex, per arrivare davvero a raggiungere tutti.
- e infatti (...) -

questo scritto è pieno di falsità come il fatto che - per lui - mafiosi ci si nasce e non ci si diventa. come i signori.

oppure quando dice:

- Per esempio, l'ottimo giornalista di "Repubblica" D'Avanzo ha addirittura insinuato in un articolo mellifluo che io mi fossi fatto pagare le vacanze estive del 2002 o del 2003 da un signore (un certo Ciuro, nda) che è stato poi condannato per mafia e che io non ho mai visto, né conosciuto, né sentito nominare. Poi, però, ha scritto "chi potrebbe credere a questa cosa?". Forse è il primo caso di un giornalista che nella riga sopra scrive una notizia e in quella sotto "ma nessuno ci crede!". Ma se nessuno ci crede perché la scrivi?

è falso, è falso. d'avanzo non ha detto "e chi crederebbe a sta cosa?". sta cosa, poi, cosa vuol dire? E' abile nel manipolare il senso dei concetti, travaglio.
D'avanzo ha scritto "solo" questo:

- Davvero qualcuno, tra i suoi fiduciosi lettori o tra i suoi antipatizzanti, può credere che Travaglio debba delle spiegazioni soltanto perché ha avuto la malasorte di farsi piacere un tipo (Giuseppe Ciuro) che soltanto dopo si scoprirà essere un infedele manutengolo? -

la differenza - notevole - è che d'avanzo non dice "chi crederebbe a sta cosa", ma dice chi può credere che travaglio debba delle spiegazioni per il solo fatto di farsi piacere uno che poi - in seguito - si rivela mafioso.

Da come l'ha spiegata travaglio, d'avanzo parla di contatti tra travaglio e un mafioso ai quali lo stesso d'avanzo non crede.

il fatto è che travaglio, da sempre, manipola le dichiarazioni come se fossero fatte di pongo, allo scopo di informare così come vuole che si informi.
gettando fango su tutti e scrollandoselo di dosso.


Risposta inviata da Savani il 20-05-2008 alle 17:40

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Autore: itinera
20-05-2008 alle 17:53

Non tutti vivono nella torre eburnea.
Alcuni hanno la "presunzione" di poter anche loro modificare il corso delle cose.
Un po' di sano studio della storia conferma che sì, effettivamente non sempre corre come vogliono i più malvagi e i più potenti.

Che Travaglio mi sia simptico o meno rimane tra quelli che con il sorriso tra le labbra ci ricorda continuamente che loschi figuri governino il nostro paese.

Praticamente un aedo in un mondo non privo di scrittori, ma certo privo di lettori.


Risposta inviata da Ada il 20-05-2008 alle 18:43

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Autore: feng
20-05-2008 alle 19:02

9 gennaio 2008 Marco Travaglio:
http://www.y outube.com/watch?v=w1XLJ Yy_BhQ


Risposta inviata da feng il 20-05-2008 alle 19:03
Risposta inviata da Savani il 20-05-2008 alle 23:29
Risposta inviata da feng il 21-05-2008 alle 21:01

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Autore: michael santhers
21-05-2008 alle 00:58

intanto schifani,uno zerbino squallido berlusconiano che scorreggiava frasi imboccategli,ora questo signore pretende rispettabilità ma quale se per tutta la sua vita è stato un becero portaborse della peggior specie.TRAVAGLIO uno ,forse l'unico giornalista serio, mi piacerebbe si iscrivesse qui per far smettere tanto falsume di scrivere..la rai la squallida associazione di stampo mafioso con nomine politiche di gentaglia che dovrebbe fare un corso di minimo un anno per andare a zappare..ma chi li nomina quei coglioni che vengono pagati con i nostri soldi,dovrebbe eleggerli il popolo ma questo è feccia anch'esso ma almeno dar l'impressione di democrazia,per farli sparire per sempre dalla faccia della terra..vergognoso l'esilio di grillo...grazie Santoro..gasparri o come cazzo si chiama ma vaffanculo deficiente....amen


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Autore: michael santhers
21-05-2008 alle 01:09

Travaglio non è di nessun partito,è semplicemente uno che dice la verità...molti ruffiani,paraculo,raccom andati,gentaglia mafiosa non gradiscono...il non gradimento è chiaro esempio di avallo allo sfacelo di questo paese che mai difenderei e se scoppiasse una guerra non esiterei a passare col nemico e..non vi dico..ma che cazzo dobbiamo farcene di certi personaggi squallidi- gli eroi sono: Falcone,Borsellino,Pecor ella,Impastato,Dalla Chiesa ECC....fino ai giorni nostri..Travagli,Santoro ..IL RESTO è FECCIA.da estirpare....AMEN


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Autore: michael santhers
21-05-2008 alle 01:32

ROMA - Lei si chiama Sandra Maria Jorge Santos Steinert. E' una ragazza portoghese, nata a Lisbona il 2 giugno 1971. Stato civile, coniugata. Il marito, italiano, si chiama Luigi Saccà ed è il figlio di Agostino Saccà, direttore generale della Rai. Sandra Maria ha trovato lavoro, in Italia. A via Teulada, per la precisione. E' impiegata a Rai Net, la società controllata dalla Rai che si occupa di Internet. Ha un suo numero telefonico ed una sua casella di posta elettronica (che finisce con la tradizionale sigla "rai.it"). L'assunzione a RaiNet di Sandra Maria, nuora di Agostino Saccà, minaccia di diventare un caso politico, almeno a giudicare dalla interrogazione che tre parlamentari dell'Ulivo (De Petris dei Verdi, Montino dei Ds e Dato della Margherita) hanno depositato alla Camera. Interrogazione indirizzata ai ministri Tremonti e Gasparri.


"L'abbiamo rivolta anche a Gasparri", racconta Cinzia Dato, "perché ne ricordiamo bene gli attacchi all'Ulivo. L'anno scorso, ad esempio, Gasparri diceva all'agenzia Ansa che "bisogna smetterla con il nepotismo" e che la "parentela non può diventare un diritto di accesso in Rai" o in società pubbliche collegate. Ora vogliamo sapere se l'assunzione di Sandra Maria rientra, a suo giudizio, tra questi casi. Niente di personale contro la ragazza, ma una risposta ci vuole". L'interrogazione contiene molte cose vere, come Repubblica ha verificato. Sandra Maria e Luigi Saccà, figlio di Agostino, sono effettivamente sposati ed ora vivono in una bella casa del quartiere Prati, a Roma. Scala B, interno 6 (non riveliamo l'indirizzo per rispettare la privacy della coppia). Le nozze si sono celebrate a Sao Laurenco.

Importante è anche la data delle nozze: 7 ottobre 2001. Sandra Maria, fresca di altare, è assunta a RaiNet un mese dopo, l'11 novembre. Al momento dell'assunzione dunque esiste già un legame tra la neoassunta (laureata) ed Agostino Saccà. Come spiega bene il codice civile, i due sono affini più che parenti (lei nuora,


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Autore: michael santhers
21-05-2008 alle 01:36

Le raccomandazioni sono all'ordine del giorno.

Io stesso, per riuscire a raggiungere l'Olimpo dei blogger, ho cercato per anni raccomandazioni da parte di Selvaggia Lucarelli e Gianluca Neri (vabbè, questa la capiscono in pochi ma non importa).

Triste e affranto, sconfortato e vinto, non avendo ottenuto la tanto agognata raccomandazione, mi ritrovo solo oggi ad avere un'illuminazione grazie ad Antonella Clerici.

Invece di fare tutta questa fatica avrei dovuto fidanzarmi con Selvaggia Lucarelli. Anche se poi, già lo so, avrei dovuto combattere per il nome del figliolo (anche questi inutili preamboli li capiranno in pochi, ma non importa).

Veniamo al sodo: oggi scopro a quanto ammonta lo stipendio del neo-fidanzato di Antonella Clerici, Eddy Martens, raccomandato in Rai dalla fidanzatina non più in erba. Già, è infatti vero che Le Iene se ne erano già occupate in un paio di servizi, ma nessuno - almeno non io - ancora sapeva quale fosse lo stipendio percepito da questo "rinomato" autore televisivo.


Come in molti sapranno la conduttrice Rai Antonella Clerici si è accoppiata felicemente con Eddy Martens, ragazzo benga-congolese di 12 anni più giovane di lei. Non è questa la strabiliante novità anche perchè questa è materia del gossip che in questa sede ignoriamo. Il vero scandalo è un altro.

Eddy Martens da animatore nei villaggi turistici dove ha conosciuto la Clerici è improvvisamente diventato AUTORE di uno dei programmi di punta del Mezzogiorno Rai, "La prova del cuoco", condotto ovviamente dalla sua compagna. Il suo compenso da AUTORE sarebbe di 10 mila euro al mese o di 1500 euro a puntata secondo le indiscrezioni che corrono. (Format Tv).

Non posso essere certo della cifra, ma non stento a crederci. Serve forse un mio commento ora? Non credo.

Oltretutto non mi fate scrivere troppo. Rischio di arrivare in ritardo all'appuntamento che ho tra poco alla RAI di Milano: voglio chiedere la mano a Monica Leofreddi.

Dite che sto partendo


Risposta inviata da Savani il 21-05-2008 alle 12:21

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Autore: michael santhers
21-05-2008 alle 01:38

RACCOMANDATI IN RAI? NOOOOOOOOOOOO...
La Rai non è soggetta a interferenze politiche. Va detto. E’ invece un ambiente familiare di figli, padri, cugine, cognati e nuore. Impermeabile ai partiti. Un blocco di relazioni indistruttibile che sopravvive a qualunque governo. Con matrimoni combinati sin dalla nascita tra i figli di capostrutture e di programmisti. Una difesa naturale dall’ingerenza della politica e anche della libera informazione. Una riaffermazione dei valori della famiglia e dell’impiego statale. L’elenco che pubblico è in rete da tempo. E’ probabile che sia incompleto o in parte superato. E che tra relazioni affettuose e accoppiamenti dei circa 11.000 dipendenti del gruppo , all’interno e all’esterno della struttura, il numero dei figli di, nipoti di, cognati di, sia proliferato. Un po’ come avviene nelle conigliere.



Figli (f):
Tinni Andreatta, responsabile fiction di Raiuno, (f) dell'ex ministro dc Beniamino. Natalia Augias, Gr, (f) del giornalista e scrittore Corrado. Gianfranco Agus, inviato, (f) dell'attore Gianni. Roberto Averardi, Gr, (f) di Giuseppe, ex deputato Psdi. Francesca Barzini, Tg3, (f) dello scrittore e giornalista Luigi junior. Bianca Berlinguer, conduttrice del Tg3, (f) di Enrico, segretario del Pci. Barbara Boncompagni, autrice, (f) di Gianni. Claudio Cappon, direttore generale, (f) di Giorgio, ex direttore generale dell'Imi. Antonio De Martino, Gr, (f) dell'ex ministro socialista Francesco. Antonio Di Bella, direttore Tg3, (f) di Franco, ex direttore del "Corriere della Sera". Claudio Donat-Cattin, capostruttura Raiuno, (f) dell'ex ministro democristiano Carlo. Jessica Japino, programmista regista delle edizioni di "Carramba", (f) di Sergio. Giancarlo Leone, amministratore delegato di Rai Cinema e responsabile della Divisione Uno, (f) dell'ex presidente della Repubblica Giovanni. Marina Letta, contrattista a tempo determinato, (f) di Gianni, sottosegretario alla Presidenza a Palazzo Chigi. Pietro Mancini, Gr, (f) del s


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Autore: michael santhers
21-05-2008 alle 01:45

Silvio Berlusconi ha scoperchiato la fogna Rai in cui lui stesso è immerso fino al collo. Cittadini italiani, che lavorate ogni giorno, spesso facendo fatica ad arrivare alla fine del mese, fino a quando accetterete di sottomettervi a dei partiti che, fra le altre cose, hanno costruito, con i vostri soldi, un gigantesco bordello di regime in cui si scambiano, prostituendole, le più belle donne del Paese, peggio che ai tempi di don Rodrigo?
Massimo Fini

La Rai è la tv pubblica, pagata da tutti noi col canone. Dalla riforma del sistema radiotelevisivo del 1975 la sua giurisdizione è passata dallo Stato, ente teoricamente superpartes, al governo, introducendo l'andazzo permanente dell'occupazione lottizzatoria e dello spoils system partitocratico. Presidenti, direttori generali, dirigenti, funzionari, giornalisti, presentatori, starlettes, staltimbanchi e nettacessi sono assunti grazie alla tessera, tramite l'amico dell'amico o porgendo la coscia e o il didietro al potente di turno. La salivosa intercettazione fra il responsabile fiction Agostino Saccà (di pura fede forzista) e "papa" Silvio Berlusconi è solo una goccia nel mare.
Un mercato della vacche (in tutti i sensi): questo è viale Mazzini. E lo resterà finchè a condurre le mandrie di leccaculo e donnine facili sarà il gioco della Destra e della Sinistra. (a.m.)
(Nel video: un Massimo Fini del 2003, facile profeta sulla futura lottizzazione della Sinistra dopo quella del centrodestra berlusconiano)


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Autore: michael santhers
21-05-2008 alle 01:48

concludo:RAI= mafia,cialtronaglia,fecc iume,parassitume,gagliof fume.manigoldume.W TRAVAGLIO..W GRILLO..W SANTORO
W LUTTAZZI...amen


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Autore: oissela
21-05-2008 alle 05:49

Mi auguro che si stia scherzando.
A dar retta al signor Travaglio, sembra che nel nostro paese ci sia la mafia o la camorra.
Fa intendere addirittura che in Campania ci sia la spazzatura pe le strade .
Pazzesco quando fa supporre che la
stampa possa non essere libera.
E' un ingrato che non sa vedere
i sacrifici dei politici, impegnati
a combattere contro le disonestà.
No! Signor Travaglio, ti sbagli.
Abbiamo tutti visto la Anna che
baciava Renato.
Va tutto così bene per il paese e tu
te la prendi con chi non centra per
niente.
Occupati dei veri delinquenti che è
meglio. Badanti, braccianti
agricoli stranieri, pensionati sociali
disoccupati e anziani che non
vogliono tirare la cuoia ecc.
Senti, il paese è piccolo e se tu dici
queste cose, poi la gente mormora.
Oissela



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Autore: Savani
21-05-2008 alle 15:29

Appresso Micael che in pochissime parole sintetizza il suo pensiero. E' segno ha concetti chiari e che li sa esprimere bene. Davv'ero.


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Autore: il Poeta
22-05-2008 alle 10:41


Il primo governo Veltrusconi si è insediato!

Oggi è nata la terza Repubblica, quella dell'unto dal Signore, che invoca in parlamento "l'aiuto di Dio." Berlusconi si può permettere il lusso di citare Veltroni, sbeffegiandolo con e apparendo allo stesso tempo simpatico. Fini si può permettere di mettere a tacere Di Pietro in base a quello che dirà nel suo intervento.


L'opposizione di Veltroni assume l'atteggiamento di chi sa chi ha difronte e cerca di assecondarlo, di tenerselo buono, si appiattisce per banale debolezza e per becero calcolo, fino a snaturare e a far scomparire del tutto l'idea stessa di opposizione, parlamentare e sociale. Complimenti a Berlusconi, il manovratore è lui, li fa giocare, li fa illudere.......
Tutti siamo giornalisti. La verità è un diritto, dire la verità è un dovere sociale. In Rete siamo tutti portatori sani di verità. Loro non molleranno mai, noi neppure.



INTERVENTO DELL' ON. DI PIETRO.
Antonio Di Pietro: Vorrei dirle con il sorriso sulle labbra, signor Presidente del Consiglio, che mai avrei immaginato, di trovarmi per la seconda volta a dare un giudizio sul suo Governo. La prima volta mi è capitato quando mi ha offerto di fare il Ministro dell'interno e non ho abboccato. Poi se l'è scordato, perché lei è abituato a dimenticare, quando le cose non le fanno piacere
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania - Una voc


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Autore: il Poeta
22-05-2008 alle 10:57

Una voce dai banchi del gruppo Italia dei Valori: «Lasciate parlare!»).
Gianfranco Fini: Prego di non interrompere. Lasciate esprimere all'onorevole Di Pietro la sua opinione.
Antonio Di Pietro: Quindi, signor Presidente del Consiglio, lasci che anche oggi - con il sorriso sulle labbra, ma sempre a testa alta - le diciamo: «noi no, noi dell'Italia dei Valori non abbocchiamo!» Noi dell'Italia dei Valori non intendiamo cadere nella tela del ragno che lei, ancora una volta, sta tentando di costruire con pacche sulle spalle, come ha detto lei: «volemose bene, va' che ce la famo». Lo dica agli altri, non lo dica a noi dell'Italia dei Valori! Infatti, noi dell'Italia dei Valori abbiamo memoria e soprattutto non intendiamo perdere la memoria.
Noi conosciamo la sua storia personale e politica e conosciamo bene anche la sua storia...
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).
Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, la prego di proseguire e prego ancora i colleghi di non interrompere gli oratori.
Antonio Di Pietro: E soprattutto conosciamo bene la sua storia personale e giudiziaria e quella dei tanti...
(Vivi Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).
Antonio Di Pietro: Signor Presidente della Camera, darmi la possibilità di parlare è un suo compito.
Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest'Aula e sa che è abbastanza naturale che ci sia, nei limiti...
Antonio Di Pietro: Solo quando riguarda me, però.


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Autore: il Poeta
22-05-2008 alle 11:01

Gianfranco Fini: Ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice
(Applausi dei deputati dei gruppo Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)...
Gianfranco Fini: .. fermo restando che ho già invitato la parte destra dell'emiciclo a non interromperla. Prego, onorevole Di Pietro, continui.
Antonio Di Pietro: Ha ragione signor Presidente della Camera, dipende da quello che si dice: non bisogna disturbare il manovratore!
(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico)
Ma noi dell'Italia dei Valori conosciamo la storia anche dei suoi tanti dipendenti e sodali che si è portato in Parlamento con sé a titolo di ringraziamento per i favori e le omertà di cui si sono resi complici. Noi dell'Italia dei Valori conosciamo bene le sue bugie e la sua capacità di distorcere la verità dei fatti.
Antonio Di Pietro: Soprattutto conosciamo bene la tela sul controllo dell'informazione e sul sistema di disinformazione che ha messo in piedi (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico).


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Autore: il Poeta
22-05-2008 alle 11:05

Soprattutto conosciamo la disinformazione che ha posto e ha fatto porre in essere per far credere che la colpa dei mali dell'Italia non sarebbe di chi li ha commessi ma di chi li ha scoperti.
Lei ha mentito a ripetizione nel corso della sua carriera politica e da ultimo ha fatto credere agli italiani di aver lasciato l'ultima volta il Governo con i conti in ordine, mentre invece ha truccato le carte fin quando l'Unione europea non l'ha scoperto e sanzionato, e quel povero Prodi si è dovuto far carico di far quadrare i conti e ne ha pagato le conseguenze (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà).
Lei, signor Presidente del Consiglio, spesso - ed ancora ieri - ha detto di ringraziare e apprezzare il lavoro dei giudici. Ma va! È un falso storico, signor Presidente: lei odia i giudici indipendenti che fanno il loro dovere, a lei quei giudici fanno orrore! Lei vuole solo una giustizia forte con i deboli e debole con i forti!

(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà)
Lei vuole solo una giustizia che fa comodo a lei, una giustizia a suo uso e consumo, e quando non le basta si fa le leggi apposta per fare in modo che la giustizia funzioni come dice lei.


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Autore: il Poeta
22-05-2008 alle 11:08

Lei è in conflitto di interesse con se stesso e nulla vuole fare per risolverlo. Così ancora oggi nessuno di noi può sapere, quando decide qualcosa, se lo fa per sé o per gli altri, e quali altri poi. Lei non ci ha detto ieri come intende risolvere il conflitto di interesse, anzi ce lo ha detto con il suo silenzio: non intende risolverlo.
Lei ieri ha descritto un Paese di sogni e di balocchi, in un esercizio di equilibrismo per farci stare dentro tutti: nord e sud, poveri e ricchi, imprenditori, lavoratori e parti sociali deboli, pacifisti e guerrafondai, rigoristi e scialacquatori. Insomma, ha fatto solo un discorso furbo per cercare di imbavagliare l'opposizione. Ma noi non abbocchiamo.
Lei dice di volere il dialogo...
Antonio Di Pietro: ... ma noi crediamo che lei voglia un dialogo ad una voce sola: la sua. E chi non la pensa come lei è solo un qualunquista, un forcaiolo, un populista; insomma un disturbatore da isolare e condannare.
Lei dice di volere una giustizia che funzioni, lo ha ripetuto anche in questi giorni. Ma come può funzionare - di grazia - una giustizia con le leggi ad personam che si è fatto fare nella scorsa legislatura? Come può funzionare un libero mercato, che lei dice di volere, quando ci sono falsificatori di bilanci - che lei conosce molto bene, a lei molto vicini - che grazie alle leggi fatte fare da lei e dal suo Governo oggi possono stare ancora liberi in giro per l'Italia?


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Autore: il Poeta
22-05-2008 alle 11:09

Lei dice che vuole combattere l'evasione fiscale, ma intanto ogni giorno se ne inventa una, nel corso del processo che la riguarda a Milano, per ritardare i tempi della giustizia che la riguarda.
Lei dice che vuole combattere la criminalità organizzata, ma la criminalità organizzata oggi si combatte prevedendo ferree leggi e decisi interventi sull'evasione fiscale, sul falso in bilancio, sulla contiguità esistente e persistente tra politica e mafia, sulla non candidabilità delle persone condannate. Se lo ricordi questo leitmotiv, perché lo sentirà per tutta la legislatura
(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

Sono tutte questioni chiave su cui lei si è ben guardato dal prendere posizione.Certo, lei ha più volte teso la mano all'opposizione, a quell'opposizione che pensa di ingraziarsi ammiccando un po' di più. Io non credo che il Partito Democratico, che è un partito che ha la sua storia, ha un suo passato, cadrà nel trabocchetto, né ci cadremo noi dell'Italia dei Valori.
Noi crediamo che fare opposizione vuol dire innanzitutto riscrivere la verità rispetto alle disinformazioni che lei ha portato avanti in questi anni nel nostro Paese. L'opposizione ideale che vuole lei è quella di un'opposizione morbida che non denuncia, non alza i toni, non fa battaglie anche dure per il rispetto delle regole democratiche, insomma un'opposizione di Governo. Noi questa opposizione non la faremo, né crediamo che la faranno gli amici del Partito Democratico, perché una cosa è ascoltarla, un'altra è venirle appresso.


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Autore: il Poeta
22-05-2008 alle 11:10

Insomma, sappia signor Presidente del Consiglio che da oggi esiste ed esisterà un'opposizione forte, decisa e senza compromessi, fatta di critiche, ma anche di proposte costruttive, che è quella dell'Italia dei Valori.
Antonio Di Pietro: Un'opposizione che avrà anche il coraggio e il dovere, allorché lei dovesse fare un provvedimento negli interessi dei cittadini, di votarlo, ma mai di scambiare la sua politica come una politica nell'interesse della collettività. Noi crediamo che lei abbia fatto e si sia messo a fare politica per i suoi interessi personali e giudiziari (Proteste dei deputati del gruppo Popolo della Libertà - Una voce dai banchi del gruppo Popolo della Libertà: «Vergogna!»); è questa la verità che non ci toglie nessuno. Noi non le diamo la fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo del Partito Democratico - Commenti di deputati del Popolo della Libertà)!

Artistaa


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Autore: il Poeta
22-05-2008 alle 11:27

[quote=x-ray,22 May 2008, 10:03 ]
Certo gli inceneritori (o termocombustori o termovalorizzatori che dir si voglia) non sono la cosa più desiderabile al mondo.
Il punto è: quali sono le alternative, ad oggi praticabili, che siano migliori?
Perché se non si risponde in modo serio a questa domanda, quella sui termovalorizzatori perde di senso.
Parafrasando Churchill sulla democrazia, mi viene da dire che i termovalorizzatori saranno anche una cosa pessima, ma, allo stato attuale sono cmq la soluzione meno peggiore.


[right][s napback]5319536[/snapbac k][/right]
[/quote]
La domanda è pertinente, rispondo spontaneamente è il potere occulto o signoraggio che se ne frega della nostra salute per il semplice motivo è bisnex...
Quindi non s'impegnano (solo apparenza) a risolvere la tetta che ingrassa i paperon de paperoni...
Ciao e grazie...
AMORE


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Autore: Savani
22-05-2008 alle 12:55

Complementi anche a te, poeta (nota la p maiuscola!) che con una sola dozzina di spot riesci a sintetizare il tuo cristallino pensiero. Io davvero non so come fai.


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Autore: il Poeta
23-05-2008 alle 09:18

Mi scrive un giornalista
"Caro Beppe,
mi chiamo Carlo Gubitosa, sono scrittore e giornalista freelance. Ci siamo incontrati in passato durante la "Carovana della Pace" organizzata nel 2004 dai missionari comboniani. Oltre a realizzare varie iniziative per una informazione pulita. Collaboro da anni con l'associazione PeaceLink che fa volontariato dell'informazione sulle questioni dell'ecopacifismo. Quindi la questione delle strutture militari straniere presenti sul territorio italiano ci sta molto a cuore.
A tale proposito, ti scrivo per segnalarti che il 6 maggio, durante la trasmissione Matrix, ti hanno fatto passare per un mentitore sul numero delle basi USA in Italia.
Ho fatto due conti, e dimostrato dati alla mano e con fonti del Pentagono che se tu hai sbagliato del 27% rispetto al dato ufficiale, Mentana ha sparato nell'etere numeri che distano del 92% dai dati ufficiali del Pentagono.
Mentana avrebbe potuto facilmente scoprire il giochetto delle installazioni e delle strutture che tecnicamente non sono definite "basi" e quindi per il Ministero non esistono, ma per gli italiani che se le trovano sotto casa esistono eccome.
Di seguito ti invio un mio articolo sulla vicenda. I contenuti sono verificabili da un documento del Pentagono.
Al suo interno, i dati sull'Italia sono alle pa


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