MASCHERAND

Autore: reverenda

Gocciola nella botte l'ultima felce
spendendo di lacrime il fante
sull'eclissi in bicicletta,
riempiendo l'aia di ritorni
e le massaie
seminano i paesaggi
di cornici nei quadri assenti
tra la pioggia spuria

Gocciola nella botte,
nuotando d'ellissi l'aurora
che il tempo
all'ombra degli alberi
si ricalca impronta nel fango
d'occhi cadendo le
solitudini
dei mazzi di carte lasciati perdere
e la polvere s'ammucchia
di fieno
e la polvere s'ammucchia di fieno

Grano duro che schiocca tra i denti
giallo che sbava dalle unghie disfatte
e la terra sulle
ginocchia che fa un pò primavera.

Le ginocchia a terra
- cheratina sui pantaloni -.

Passaggi di germani fuori luogo
srotolano stole di
incastro
tra gambe (de)capitate

un becco arancione al volo
e una
cartuccia si svuota di sesso in polvere.

- Boom! -

Disertiamo soldati
da questo imbrunire lento
non ci saranno soli domattina
ma lune
incrociate di sguardi distolti
di chi non puo' nemmeno veder volare.


Piano il paesaggio si ricopre di felci
e l'ellissi pretende
l'esclusività
della luce spenta; nugoli di moscerini
carezzano ingordi
il battito abbagliante
dell'estremo loco e le orme dei bambini
sulla
ghiaia bagnata sussurrano che c'è
strada da compiersi in assoluta
solitudine

Il tuo ricamo di pizzo mi riempie la bocca
di nodi e
osservo il gocciolare dell'aria
dentro lettere allungate nel cielo;
che
sia tu il cannibale richiamo dei sensi
ad oltraggiare l'irsuto
sperdersi dei semi
da duplice marea che mitologica s'espone
alle
moltitudini arrostite degli incendi
vissuti durante un'infanzia che
forse non c'è più.

Che sia io il colle di traguardo
per un affanno
perplesso
il raggiro di sperma e doglie
masturbato da riccioli incolore

lasciami essere il travaglio perdente

e fammi risorgere in questo
capezzale rammaricato
riempimi nuovamente di semi e fiori
coltiva quel
grano che mi schioccava in bocca
quell'ocra in morte
quel germano
apparente.

Sveglia soldati
oggi si fa la guerra
di fucili e fazzoletti
bianchi
con le cravatte e i caminetti spenti.

Pubblicato il 20/04/2007 alle 13:38

Categoria: Poesia
Voti: 3
Visualizzazioni: 453
Commenti: 11

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Autore: Pollicino Sognatore
20-04-2007 alle 13:55

ah che meraviglia, mi piace proprio sissì. dice bene hariseldon, una cavalcata piena di luce e fragranze. tanti spunti, tanto di tutto. pulsante.


Risposta inviata da Pollicino Sognatore il 20-04-2007 alle 13:56
Risposta inviata da assenzio il 20-04-2007 alle 13:56

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Autore: mescalina
20-04-2007 alle 16:00

ogni singola strofa è un capolavoro guastato dalla dispersione.
come una collana di perle senza il filo dentro.


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Autore: manuela
20-04-2007 alle 16:11

non riesco a stare concentrata fino alla fine.
una volta dissi ad ale delle dighe:
sono necessarie per non mandare tutto a monte.

non è questione di asciugare o che.
sono consapevole quando una cosa nasce così come dev'essere.
credo che non ti appartenga questo scrivere.
tu sei un'esecutrice.
formidab ile.
non un fiume in piena.
aspetto di ri-leggerti.


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Autore: fiore
20-04-2007 alle 17:29

Questa poesia è bellissima.
Però secondo me Manu ha ragione.
Non tanto sulle dighe di Analfabeta (forse è perché io ho un debole per il suo infinito "vaneggiare") ma nel rilevare che questo stile non ti assomiglia rev.
Non completamente almeno.
Però questa chiusa è un capolavoro.

(ps: ringrazio per i 1000 caratteri)


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Autore: reverenda
20-04-2007 alle 18:34

ringrazio tutti per i commenti e ringrazio Analfabeta per la collaborazione. non so dire se questo stile mi appartiene o meno, però posso confermare che quando scrivo con lui mi sento libera di dire e riesco a permettermi di dire "sì, questa poesia è bellissima". quel ragazzo è un genio e rende geni tutti coloro che lo circondano. anche se solo per finta. arrigrazie a tutti. :D


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Autore: assenzio
21-04-2007 alle 00:37

neanche avevo capito che c'era l'analfabeta.

ovviame nte ritiro tuto.

non mi piacciono le suonate a due mani in una poesia.


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Autore: cristiana.m
23-04-2007 alle 10:03

Non mi spaventano le poesie lunghe... figuriamoci questa che apre porte infinte e poi si accuccia nella chiusa per lasciare al lettore tutto il gusto di poterla tenere in una mano. Grande cura... e questo è già un merito!


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Autore: Astu
09-05-2007 alle 00:18

che meraviglia leggervi insieme...siate più lunghi...vi prego!!!..scrivete ancora ancora e ancoraaaa


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