Autore: alpha
Fuoco languido e avvolgente,
pelle che scalda.
Esplorazioni di vie secondarie,
viottoli che fremono, s'inarcano.
Bocca d'arancia che lambisce,
che penetra, in anfratti silenziosi.
Immagini in dissolvenza
sciolte dal brusio dei sensi.
Anime tatuate sui corpi.
Corpi che non sanno mentire.
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Pubblicato il 23/07/2010 alle 03:06
Categoria: Poesia
Voti: 3
Visualizzazioni: 112
Commenti: 6 |
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Autore: chiara
23-07-2010 alle 20:13
Sarà che a Venezia si passa d'emblée dal secondo al sesto giorno della creazione, e nessuno di noi ricorda d'avere avuto terraferma certamente asciutta dove evolversi, cazzeggiare e dominare alcunchè. sarà per questo, immagino, che il pelo ancestrale sulla pancia non riesco a prenderlo sul serio, non mi riesce mai abbastanza convincente, specie in poesia.
ma non dispero.
E il secondo giorno, poi, neanche proprio preciso.
Autore: mescalina
24-07-2010 alle 00:22
stupendo.
il commento di chiara, intendo.
Autore: bonfre
24-07-2010 alle 17:39
anche a me piace il commento di Chiara.....ovviamente
Autore: alex manunta
25-07-2010 alle 21:07
già... anche a me piacciono corpi che non sanno mentire. nientemeno ciò li alimentava prima.
Ciao.
Autore: Valeria
26-07-2010 alle 09:10
Si direbbe una garbata poesia erotica. O forse, io la leggo così.
Valeria
Autore: Ada
29-07-2010 alle 12:15
di questa tua colgo il significato implicito nell'ultimo verso. credo sia la negazione "non" il nucleo ispirativo e fondamentale.