le mot imaginaire
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Inviato: Sab Dic 12, 2009 19:47 Oggetto: Vittorio Bodini |
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(poeta salentino, 1914-1970)
Vertigine
Se bere un whisky è versarlo
sull’arso terriccio della propria tomba
dove l’oscenità canticchia assassinata
dall’ombra d’un cane o dalla furia della ragione
trofei d’occhi inespugnati
come fregi di antiche stamperie
si scioglieranno nell’alcol tra i sadici archivi
di una notte tradita da strambi propositi.
Una finestra morrà.
Morrà sul Bosforo un ferro di cavallo.
Da La luna dei Borboni
La luna dei Borboni
col suo viso sfregiato tornerà
sulle case di tufo, sui balconi.
Sbigottiranno il gufo delle Scalze
e i gerani - la pianta dei cornuti -,
e noi, quieti fantasmi,
discorreremo dell' unità d' Italia.
Un cavallo sorcigno
camminerà a ritroso sulla pianura.
Finibusterrae
Vorrei essere fieno sul finire del giorno
portato alla deriva
fra campi di tabacco e ulivi, su un carro
che arriva in un paese dopo il tramonto
in un'aria di gomma scura.
Angeli pterodattili sorvolano
quello stretto cunicolo in cui il giorno
vacilla: è un'ora
che è peggio solo morire, e sola luce
è accesa in piazza una sala da barba.
Il fanale d'un camion,
scopa d'apocalisse, va scoprendo
crolli di donne in fuga
nel vano delle porte e tornerà
il bianco per un attimo a brillare
della calce, regina arsa e concreta
in questi umili luoghi dove termini, Italia, in poca rissa
d'acque ai piedi d'un faro.
E' qui che i salentini dopo morti
fanno ritorno
col cappello in testa. |
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